Lewis Carrol: Alice non è una favola
1862 nasce dall’incontro delle parole (Flavia Pacini) e della musica (Timmy Filannino) affinché una drammatica realtà del passato non si camuffi
nell’aureo mondo della letteratura.
12 aprile 1864
"Caro Duckworth, vuoi pranzare con me in Sala giovedì? E in un qualunque giorno vicino saresti disposto a fare una remata sul fiume,
per cui potrei procurare alcune Liddell come compagne?"
Lewis Carroll scriveva questo riferendosi ad Alice Liddell, sorella di Edith e di Lorina, a cui dedicò Alice Sottoterra: il manoscritto con i disegni
originali precedente ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Cosa accadeva parallelamente? Quanto non è stato documentato apertamente su Lewis Carroll?
Perché di Alice si conosce solo Alice nel Paese delle Meraviglie?
Questa performance trae origine da una ricerca sull’uomo-artista, rimasto figura mitica nella letteratura per l’infanzia, che nella realtà aveva ben
poco di nobile e romantico nel suo relazionarsi coi bambini.
Il libro Cara Alice e due cataloghi contenenti le fotografie di Carroll - pubblicati dopo una mostra fotografica al MOMA di San Francisco - raccontano
una realtà che non è quella della bambina saltellante dai boccoli biondi che, come in un sogno, compie un’avventura di crescita ed individuazione, tra
ribaltamenti di senso ed incontri con animali parlanti, vivendo nel Paese delle Meraviglie.
La dimensione dell’assurdo (absurde, tanto importante nello stile carrolliano) non è accettabile nel mondo dei bambini e un attaccamento eccessivo
che porta tinte di violenza non può restare nascosto dalla fantasia.
STUDIO PLATANO - Dr.ssa Flavia Pacini
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